Benvenuti al sito di ALEA

Fondata nell'aprile del 2000, l'associazione ALEA, con i più alti standard di professionalità, si è data l'obiettivo di migliorare le condizioni di chi gioca d'azzardo con modalità problematiche e/o patologiche, nonché dei loro familiari, promuovendo iniziative di studio del fenomeno e sviluppando programmi di assistenza e trattamento.

26 ottobre 2018 - Tempio di Adriano, Roma

GIOCO D'AZZARDO E QUESTIONE CRIMINALE

TRA BUSINESS ILLEGALI E DEVIANZE IN CONDIZIONE DI GAMBLING DISORDER

Il convegno si propone di affrontare due grandi blocchi di argomenti:

  1. Come intervenire quando l’autore di reato viola le leggi penali, civili e amministrative agendo in stato di dipendenza patologica da DGA (Disturbo da Gioco d’Azzardo); quali sono le implicazioni trattamentali da mettere in chiaro e quindi da affrontare tecnicamente.
  1. Come il fenomeno del gioco d’azzardo, nelle sue modalità contemporanee e nell’assetto regolativo oggi vigente, incide nell’evoluzione della questione criminale: a) nei suoi tratti qualitativi (associazioni per delinquere “semplici” e di tipo mafioso; criminalità economica e connesse condotte di riciclaggio, di evasione fiscale, di corruzione); b) quale generatore di delinquenza diffusa sul territorio e insicurezza urbana.

La Segreteria Scientifica ed Organizzativa del convegno (Maurizio Fiasco, Mauro Croce, Aniello Baselice e Claudio Dalpiaz) avrà cura di inviarvi il programma completo nella prima metà di settembre. Potete fare riferimento a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per eventuali proposte di intervento o altre idee.

In attesa di incontrarvi, un saluto cordiale, a nome di ALEA, dal Presidente Maurizio Avanzi

Formazione ALEA

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Il Convegno ALEA del 4 maggio 2018

BUONE PRASSI DI INTERVENTO PER IL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO

si è concluso positivamente con larga partecipazione di operatori del SSN e del terzo settore. Grazie all'impegno di Amelia Fiorin e Graziano Bellio del SerD di Castelfranco Veneto, ALEA ha potuto, ancora una volta, garantire un'occasione di scambio di buone prassi in materia di prevenzione e cura della dipendenza da gioco d'azzardo.

Gambling disorders in women

an international perspective on treatment and research

a cura di Fulvia Prever & Henrietta Bowden-Jones

Manuale sul gioco d'azzardo

Diagnosi, valutazione e trattamenti

a cura di Graziano Bellio e Mauro Croce

Il gioco & l'azzardo

Il fenomeno, la clinica, le possibilità di intervento

a cura di Mauro Croce e Riccardo Zerbetto

Vivere senza slot

Storie sul gioco

a cura del Collettivo Senza Slot

Il senso del gioco

Tra competizione, vertigine, caso e responsabilità: la sfida del giocatore e quella delle istituzioni

di Riccardo Zerbetto

La bussola del piacere

Ovvero perché junk food, sesso, sudore, marijuana, vodka e gioco d'azzardo ci fanno sentire bene.

di David J. Linden (trad. F. Deotto)

Il disturbo da gioco d'azzardo, un problema di salute pubblica

Indicazioni per la comprensione e per l'intervento
a cura di di Mauro Croce e Paolo Jarre

Il gioco d'azzardo patologico.

Una guida clinica al trattamento
di Jon E. Grant e Marc N. Potenza, a cura di Massimo Clerici

Gratta e perdi

Anziani, fragilità, gioco d'azzardo
di Fabrizio Arrigoni e Mauro Croce

Architetture dell'azzardo.

Progettare il gioco, costruire la dipendenza
Natasha D. Schull

Gambling Tweets

Azzardo e divieto di pubblicità: che cosa ci dice la ricerca scientifica

Azzardo e divieto di pubblicità: che cosa ci dice la ricerca scientifica Vita Osservatorio Gioco d'Azzardo: ecco l'osservatorio Ottopagine Caritas. Osservatorio Gioco Azzardo, domani la presentazione del... Il Quaderno Full coverage


Trani: il Comune organizza un incontro per parlare di gioco d ...

Trani: il Comune organizza un incontro per parlare di gioco d... http://www.pressgiochi.it/ (Comunicati Stampa) Full coverage


Domani, a Trani, convegno sul gioco d'azzardo

Domani, a Trani, convegno sul gioco d'azzardo Radiobombo Full coverage


In libreria

per Marina

marinadagatiDopo una lunga malattia che ha affrontato con grande forza e coraggio ci ha lasciati Marina D'Agati. Docente di Sociologia alla Università di Torino, ricercatrice presso diverse istituzioni e università europee, tra cui EHESS (Parigi) Ecole Nationale des Chartes( Parigi) Universitè de Bretagne Occidentale (Brest), Universidad Rey Juan Carlos (Madrid), ESEC (Coimbra) e socia di ALEA, Marina era da tempo interessata al fenomeno del gambling nella nostra società. Aveva partecipato al nostro congresso di Roma nel maggio scorso e collaborato con noi in alcuni studi. Chi ha lavorato con lei non può che ricordarne con grande dolore il suo rigore metodologico insieme ad una grande ironia e feconda curiosità. Per il nostro Bulletin stava preparando una recensione del libro curato da Fulvia Prever e Henrietta Bowden-Jones, "Gambling Disorder in Women", che già aveva recensito per una rivista di sociologia. La sua sensibilità, la sua intelligenza e determinazione, l'hanno portata ad entrare subito in sintonia, sia a livello professionale che umano, col tema dell'azzardo al femminile, e su questo aveva molto da insegnare. Dal convegno di Varsavia 2016, dove ha presentato un contributo preparato con Mauro Croce sul tema delle comoridità tra gambling ed altre addiction e grazie alla comune amicizia con Mauro è cosi iniziata una splendida collaborazione. Nonostante l'aggravarsi delle sue condizioni, Marina stava preparando, insieme a Fulvia Prever un lavoro dal titolo "Never too old, never old enough... Gambling-related problems among older adults: risk factors and sperimental treatment with focus on women." che sarà presentato al convegno di Friborgo(CH) Gambling addiction: Science, Independence,Transparency) del 27-29 giugno 2018. In cantiere, insieme a Fulvia e alla collega Francesca Picone, c'era anche il sogno di un convegno "al femminile" in Sicilia, a cui lei tanto teneva, e questo sarà il nostro progetto a lei dedicato. marinabookI suoi interessi non erano limitati al gambling ma il suo rigoroso ed intrigante sguardo sociologico la aveva portata ad approfondire tematiche molto ampie quali ad esempio i processi di formazione e trasmissione delle credenze collettive, i processi di socializzazione scolastica e di legittimazione istituzionale. Non possiamo poi non ricordare la sua passione per l'opera di Serge Gainsburg. 


marinabook

Il suo ultimo libro, uscito poche settimane fa "Chi te l'ha detto? I rumors da Polifemo al web" Edizioni Epoké costituisce un riferimento di grande attualità sul fenomeno delle fake news nella società e sullo sviluppo dei rumors (pettegolezzi) nell'era del digitale. I cosiddetti rumor 2.0 ovvero le "catene di S. Antonio" inviate tramite email ed i numerosi fotomontaggi che spopolano in rete diventando virali. Un libro ricco di aneddoti e di analisi sullo genesi di note fake news dalla presunta morte di Paul McCartney, alle figurine imbevute di LSD sino alle teorie accademiche più accreditate. Il suo lavoro di studiosa l'ha vista collaborare con l' Université de Bretagne Occidentale di BREST , l'Universidad Rey Juan Carlos de MADRID, la Escola Superior de Educação de Coimbra. Sul gioco d'azzardo Marina, insieme al suo libro più noto (2005), Giocare d'azzardo. Rituali e credenze tra incanto e disincanto, Torino, Stampatori. Marina ci lascia numerosi articoli e ricerche che vogliamo ricordare, ma ci lascia anche molto di più: l'onore di averla conosciuta, giovane, entusiasta e competente, attenta alle dinamiche relazionali, onesta e leale, rispettosa del lavoro altrui come pochi riescono ad essere in un ambito Universitario spesso competitivo. Una bella persona, che abbiamo avuto troppo poco tempo per apprezzare appieno e che davvero ci mancherà.

Pubblicazioni di Marina D'Agati sul Gambling


Di gioco in gioco

“Gioco, emozioni e prevenzione all'azzardo”

Uno studio sugli effetti del gioco e dell'azzardo in alcune classi V delle scuole di primo grado di Ravenna

a cura di Gianni Savron e Laura Casanova

e patrocinato da:

Alea sostiene il divieto alla pubblicità del gioco d’azzardo

Siamo stati in silenzio, con il fiato sospeso per non rompere l’incantesimo. Adesso plaudiamo pienamente al Decreto Legge che vieta la pubblicità del gioco d’azzardo, un provvedimento “a favore della salute dei cittadini e dell’economia sana e realmente produttiva.” Di ritorno dal Congresso Internazionale sulla Dipendenza da Gioco d’azzardo che si è tenuto la scorsa settimana a Friburgo (Svizzera), dove cinque nostri soci hanno presentato delle relazioni, possiamo dire che le linee guida attuali riconoscono la grande efficacia della prevenzione ambientale di cui il divieto alla pubblicità può essere un primo passo nella giusta direzione, ma soprattutto che nulla si può fare senza serie politiche rivolte alla salute pubblica. Il business dell’attuale gioco d’azzardo deriva da un progetto industriale che pianifica sia l’offerta sia la domanda, con volumi crescenti di consumo, e dunque con il reclutamento di sempre nuove fasce della popolazione, composte da giovani, anziani, donne e anche da persone disagiate, ma spesso da persone normali. Pochi di loro diventano problematici ma è proprio da questi che l’industria beneficia maggiormente. Diversi studi scientifici sostengono che la pubblicità gioca un ruolo importante nel normalizzare il gioco d’azzardo, nell’aumentare l’arruolamento e la partecipazione al gioco d’azzardo e nel contribuire allo sviluppo di gioco d’azzardo problematico, e affermano che la pubblicità è ancor più pericolosa quando mirata a target specifici e più indifesi di altri, in particolare i giovani e i già malati che stanno tentando di smettere di giocare d’azzardo. Vietare la pubblicità diventa quindi una misura protettiva di grande rilievo. Chi come noi si occupa di studiare questo fenomeno dal 2000, ma anche di curare i giocatori malati, sa benissimo che la pubblicità martellante sull'azzardo, divenuta sempre più incalzante e parossistica, a fronte di interventi clinici insufficienti, sta aumentando a dismisura il numero delle persone dipendenti o prossime, inconsapevolmente, alla dipendenza. E mette in difficoltà la richiesta di aiuto delle famiglie perché una pubblicità così diffusa e insistente determina una sottovalutazione collettiva del problema. E’ una questione di rapporto di forze che in questo momento sono assolutamente squilibrate verso il consumo d’azzardo. Invertire la tendenza dell’aumento di consumo d’azzardo in Italia non sarà facile, ma l’abolizione della pubblicità e delle sponsorizzazioni rappresenta un primo passo concreto, finalmente oltre le chiacchiere di questi ultimi vent’anni che hanno visto alternarsi tante figure che promettendo di cambiare qualcosa hanno permesso che il fenomeno crescesse a dismisura, spesso spiegandoci con paternalismo condiscendente perché non si poteva fare niente. Lo abbiamo già sperimentato con il divieto della pubblicità del tabacco: si può fare. Da parte di Alea il sostegno al provvedimento è convinto e totale.

Il Presidente di Alea

Dr. Maurizio Avanzi

5 luglio 2018


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  • Nessun cane può correre così veloce come i soldi che scommetti su di lui.

    Bud Flanagan

  • "Non avendo pensieri da scambiarsi, si scambiano le carte, e cercano di portarsi via l'un l'atro i fiorini"
    A. Schopenauer

  • Il giocatore d'azzardo quanto più è bravo nel suo mestiere, tanto più è disonesto.
    Publilio Siro, Sentenze

  • Il gioco è un suicidio senza morte.
    André Malraux La condizione umana, 1933

  • Il poker consente di dimenticare tutto, compreso il fatto che non possiamo permetterci di giocare.

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  • Il senso del cavallo è un buon giudizio che trattiene i cavalli dallo scommettere sulle persone.

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