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Recensione del film: “Going for Broke” di Graeme Campbell - Fulvia Prever

GFBTratto da una storia vera, Going for Broke è un film tv-americano del 2003, diretto da Graeme Campbell, che descrive la vita di una donna intrappolata nella compulsione del gioco. La durezza e realisticità di questo film non solo gli valsero alcuni premi, ma spinsero le autorità del Nevada ad inserire obbligatoriamente nei casinò il numero verde per la richiesta di aiuto per la dipendenza da gioco d'azzardo. Laura, donna d'affari di successo, sola con due bimbi, si risposa e cambia città, recandosi a Reno dove viene assunta come direttrice di una Charity che raccoglie fondi per le malattie croniche infantili; inizio promettente perchè apprezzata proprio per la sua capacità come "found raiser" e la sua deter-minazione nel raggiungere gli obiettivi. Tutto pare andare per il meglio, sia l'amore che il lavoro.

Presto però lo stress di tener testa ai ritmi di lavoro e alle riunione pressanti, alla famiglia e ai figli, la porta a cercare evasione e sollievo in un Casinò di Reno; il grido di aiuto silenziosamente lanciato al marito cade nel vuoto. Dopo l'iniziale fortuna del principiante, per Laura inizia la debacle. Dall'inizio la figlia, intuisce, osserva,comprende ciò che avviene, con quella sensibilità profonda che solo i figli riescono ad avere coi genitori in difficoltà; scatta in lei il ruolo di "protezione" verso la madre, abdica al ruolo di figlia, si sobbarca i doveri materni anche rispetto al fratellino, finchè la corda emotiva si spezza. Laura esaurisce i propri risparmi, mente, ruba in casa anche ai propri figli, poi il gioco arriva a intaccare anche l'aspetto lavorativo e arriva la resa dei conti. L'escalation è realistica , ben delineata, così come la significatività dell'evolversi delle relazioni interpersonali . Il finale, seppur in toni drammatico, lascia trasparire la speranza nella possibiltà di uscita dal tunnel. Un buon film da vedere per gli operatori, con la possibilità di utilizzo come strumento terapeutico con i pazienti, modulando la visione del film e l'identificazione proiettiva, con momenti di commento critico e di discussione.

 

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