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Recensione del romanzo "Comprare il sole" di Sebastiano Vassalli | a cura di Fulvia Prever

I won the lottery!!!Ebbene sì, in questa storia avviene quello che tutti noi clinici non riusciamo mai a studiare dal vivo: quel che accade quando davvero un giocatore fa 6 al superenalotto, quando insomma la vincita è di quelle che ti cambiano la vita!

- C’era una volta, in un Paese vicino vicino, una ragazza senza sogni che all’improvviso, come per magia, diventò ricca… Sei numeri su un biglietto si trasformarono per pura fortuna in un numero solo, a otto cifre - 21.600.000 euro - e lei esclamò: «Ho vinto!».-

Così inizia questa “quasi favola” di Sebastiano Vassalli, che tutto è meno che la storia di una principessa che cerca il suo principe... anzi è proprio, al contrario, la storia senza incanto di una fanciulla disillusa dall'amore, con uomini usa e getta e col denaro come unico mezzo per affrontare un mondo dove le relazioni affettive sono solo un peso.

 

Ed ecco che il denaro arriva, e la protagonista pensa di lasciarsi tutto alle spalle, che il potere dei soldi la traghetterà in una nuova vita, dove tutto è possibile, dove i soldi renderanno tutto possibile .

Non rinuncia però a un piccolo sogno furtivo, quello in cui l'amante idealizzato attraverso l'ironia e il cinismo del gioco della "non relazione", possa davvero, grazie all'unica magia possibile, quella dei soldi, vivere con lei una nuova vita, “e vissero felici e contenti”.

Ma questo non succede, (fortunata al gioco sfortunata in amore?), lui la tradisce (come il gioco stesso, come il denaro) e la protagonista si troverà a cadere sempre più giù, in un incubo che si preannuncia in un sogno notturno ricorrente e a cui lei non saprà dare un significato se non, forse, troppo tardi.

La rincorsa alla riscossione del premio che si allontana come una chimera e l'isolamento affettivo sempre più pesante diventano il simbolo della sua tragedia esistenziale.

Una favola apparentemente ironica e leggera, ma in realtà agghiacciante come il ragno del sogno, che ci conduce attraverso una cruda descrizione di un mondo giovanile vuoto e desolato, dove solo il denaro pare poter salvare e dare un senso alla vita, e le promesse sottese al gioco d'azzardo consentire una scorciatoia per la felicità. Ma non c'è lieto fine.

Fulvia Prever

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