ALEA, sul testo licenziato dal CdS - 12 marzo 2019

Alla Presidenza dell'Osservatorio per il contrasto al gioco d’azzardo patologico presso il Ministero della Salute.


Oggetto: osservazioni sul documento inviato dalla Presidenza il 21/02 che invitava a formulare eventuali osservazioni entro il 12/03/2019, al fine del successivo inoltro all'Ufficio legislativo. Testo delle osservazioni di Maurizio Fiasco (Alea) e di Onofrio Casciani (SITD).

I componenti dell’Osservatorio Maurizio Fiasco, in rappresentanza di Alea, Onofrio Casciani, in rappresentanza della SITD, con riferimento al testo pervenuto dal Consiglio di Stato con revisione alle Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da gioco d’azzardo patologico (GAP), esprimono un parere negativo sulle modifiche apportate al Documento. Secondo i rappresentanti delle due associazioni scientifico-professionali sono non condivisibili i seguenti "ridimensionamenti" apportati dal Consiglio di Stato:


1. Il primo luogo non è accettabile il taglio arrecato alla indicazione dei destinatari delle linee di azione, tra i quali vengono esclusi:
- i pazienti (il CdS li considera solo destinatari passivi dell'erogazione di cure) e i loro familiari
- gli amministratori pubblici
- gli operatori dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali
- gli operatori del sistema della giustizia
- i gestori e esercenti dei giochi leciti
- quanti altri si occupano a vario titolo di gioco d’azzardo.


2. Il perimetro della presa in carico, secondo il Consiglio di Stato, dovrebbe limitarsi a quello "sanitario" autoreferenziato. E questo implica un ritorno indietro rilanciando la concezione delle dipendenze come patologie “sanitarizzabili” e non invece – correttamente – quali disfunzioni sistemiche a ampio raggio e a differenziato impatto sul territorio: tali da richiedere quindi una strategia che integri il "sociale" e il "sanitario", richiamando espressamente i valori istitutivi della riforma del SSN del 1978.
E’ grave che in tal modo si postuli un servizio di Salute che non prosegua il trattamento del DGA sul territorio.
Viene cancellata drasticamente dal CdS tutta la parte che indica la necessaria coerenza tra l'indirizzo sanitario, gli interventi sociali e la regolazione amministrativa, territoriale, fiscale e di protezione giudiziaria oltre che di contrasto alla criminalità nei giochi, ignorando che quest'ultima entra in decisa sinergia con la diffusione del consumo e con la produzione di dipendenze patologiche nel gioco d'azzardo.
E' evidente che se l'operazione dovesse trovare conferma, ciò avrebbe l'effetto, a esempio, di indebolire le motivazioni che hanno spinto le amministrazioni comunali e le Regioni a adottare norme di tutela della persona, dei gruppi sociali e dell'intera comunità locale dalle ricadute di patologia sistemica del DGA.


3. Anche la soppressione in toto della sezione "INQUADRAMENTO LEGISLATIVO/NORMATIVO. LA DISCIPLINA DEL GIOCO PUBBLICO" appare come uno sconcertante esonero delle varie amministrazioni dello Stato apparato centrale a valutare le ricadute sulla Salute delle scelte a loro attribuite in materia a) di tecnologie del gioco d'azzardo; b) di prevalenza di esigenze erariali sul bene salute pubblica (di rango costituzionale); c) di tutela dei minori; d) di pubblicità (peraltro ora vietata) sui "giochi pubblici".
Infine, è opportuno lasciare nel testo i riferimenti alla letteratura scientifica e ai contributi di esperienza di servizio che hanno costituito la base per la redazione delle Linee guida sul trattamento del DGA.


In conclusione:
i rappresentanti di Alea e SITD, nel sottoporre all'Osservatorio sul gioco d'azzardo i suesposti rilievi, fanno proprie anche le sottolineature delle Regioni come riassunte dalla referente dottoressa Angela Bravi, auspicando che quindi siano recepite nella stesura finale. Chiedono inoltre che siano mantenuti sia i riferimenti a tutti i destinatari delle Linee di azione e sia la parte relativa all’inquadramento normativo-legislativo.

 


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